Santini Group al fianco delle Donne, sempre.

Madre, matrigna, fata o strega; la donna assume nell’arte e nella letteratura una moltitudine di ruoli che la rendono libera di essere umana in tutte le sue meravigliose sfaccettature, ma nella realtà? Considerata fin dalla notte dei tempi il gentil sesso, straordinariamente capace di amare incondizionatamente, come l’amore incommensurabile di una madre per un figlio, sa subire e sa perdonare e questo fa di lei un visibile bersaglio.

È ancora troppo attuale l’apertura di un notiziario o le prime pagine di un quotidiano in cui si narra di donne uccise nei modi più cruenti e disparati. Uomini che in preda alla gelosia o alla paura di essere abbandonati pensano di mettere fine ai loro problemi eliminandone la causa e non il motivo.

“se non puoi essere mia non sarai mai di nessun altro” come se le donne fossero oggetti facenti parte di una collezione privata da poter usare o buttare a proprio piacimento.

Purtroppo non esiste vaccino contro la violenza e ancor meno contro l’indifferenza.

Il femminicidio non è mai un episodio sporadico o un gesto folle e improvviso, ma è il drammatico epilogo di un ciclo di violenze dovute al persistere nella società contemporanea di un modello socio-culturale patriarcale, in cui la donna è subordinata, discriminabile, violabile ed infine distruttibile.

Oltre a leggi chiare e pene esemplari occorre educare la società per garantire alle donne una vita libera da ogni forma di violenza, opposta alla discriminazione in ogni sua declinazione. Una comunità idonea a prevenire, capire e aiutare qualsiasi donna in difficoltà.

Non serve la compassione! Andrebbe invece riscoperta l’antica “pietas” romana; il dovere che l’essere umano ha verso i suoi simili. E se questo non è sufficiente occorre una tutela legale che faccia da garante, un’ educazione all’uguaglianza e all’inclusione che dovrebbe essere insegnata fino da piccoli.

Il sociologo francese Pierre Bourdieu sostiene che il dominio maschile sulle donne sia la più antica e duratura forma di oppressione esistente

E questo lo sapeva bene anche l’ONU che lontano 1999 istituì il 25 novembre come giornata mondiale contro la violenza sulle donne; sono passati 22 anni nella speranza che potesse diventare solo un “giorno della memoria”.

E se esiste un giorno all’anno per stigmatizzare e sensibilizzare il mondo contro questa problematica ce ne sono altri 364 per continuare a riempire pagine e pagine di cronaca nera. Con quale coraggio possiamo parlare di una società contemporanea evoluta? Possiamo affermare di vivere un continuo sviluppo tecnologico, ma i risultati di studi scientifici e sociologici non vanno di pari passo; sembrano progredire in un sistema inversamente proporzionale dove l’involuzione morale fa da padrona.

È ora di restituire alle bambine, alle ragazze e alle donne la libertà di riconoscersi come le uniche padrone di sé stesse, fornendo tutti i mezzi necessari affinché la loro vita possa svolgersi nel pieno rispetto dei diritti ma soprattutto rendere ogni donna fiera di guardarsi in uno specchio che non sia stato contaminato da retaggi del passato e discriminazioni prive di qualsiasi fondamento etico.

Se sei vittima di violenze o stalking chiama il telefono Rosa al 1522 numero gratuito attivo H24 7 su 7 numero antiviolenza e stalking

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